lunedì, 14 Febbraio 2011

RECENSIONE SU “IL MAGISTERO DEL LAVORO”

La notte
Sul numero 3 della rivista “Il Magistero del Lavoro” è riportata una recensione della mia ultima raccolta di poesie “la notte”. La propongo qui di seguito ai lettori di questo blog:

LA NOTTE di Elio Confini

Non è nuovo l’impegno di Elio Contini nel settore letterario, sicché non sorprende questa nuova raccolta di composizioni poetiche che l’autore ha intitolato “La notte”. Sono riflessioni di un’anima che osserva, quasi stupito, i segni, spesso altamente significativi, le sensazioni, i ricordi, le proiezioni che sono proprie del momento in cui cala la sera e l’anima sembra svolgere una sorta di introspezione, per trovare il senso delle cose, a volte smarrite, dimenticate, ma sempre vive nella mente che proprio durante la notte riemergono prepotenti e ricche di nuovi significati.

L’autore, collaboratore del Consolato regionale di CAGLIARI, sembra tuffarsi, apparentemente in maniera inconsapevole nel segreto di se stesso, con la fatica di ritrovare ti proprio essere, dare alla propria vita un significato inespresso, dialogare con il passato, senza però dimenticare il presente che è vita, dunque un elemento di straordinario spessore che va percorso con fatica certo, ma con la speranza, che alla fine diventa certezza, di ritrovare il calore della famiglia.

Non si possono insomma dimenticare gli affetti, anche quando essi sembrano essersi affievoliti dal passare del tempo, anche quando le distrazioni del nostro essere uomini, le rimuovono per qualche momento. Ed ecco che la notte, appunto, ce le ricorda, con forza, con insistenza, con la necessità di tornare là dove siamo nati, dove il calore delle cose più care, ci riscattano della paura di vivere, di quell’angoscioso senso della perdita, che non è paura di vivere, ma più semplicemente, un desiderio di tornare ad essere quello che siamo sempre stati, uomini, non sempre soli, che si ritrovano proprio nella notte.

In questa analisi della raccolta, si raccomanda al lettore proprio la composizione più ispirata, che volentieri segnaliamo ai Maestri del Lavoro, in questa rubrica del nostro Magistero.

“Il Magistero del Lavoro” – anno 25, n.3 – novembre/dicembre 2010

La notte

Il silenzio ti avvolge, L’aria è glaciale
Il tuo stesso respiro camminando fa male.
La mente è assorta da tanti problemi
Di cose da fare di tanti dilemmi.
L’incedere è gravato da una intera giornata
Di lavoro estenuante di stanchezza gravata

Di problemi irrisolti ancor da appianare
Cammini, cammini, nel tuo assorto pensare.

Il silenzio rotto dall’abbaiare di un cane
Ti ricorda quanto è duro guadagnarsi il pane
Interrompe di botto il tuo lungo pensare
e richiama alla mente la voglia di rientrare.

Un assonnato semaforo conta i rari passanti
Veloci e irriconoscibili nei cappotti pesanti.
E così curiosando nel suo lento guardare,
S i distrae, perde il conto e c ritorna a contare

Col contare e ricontare gli passa la notte.
Incurante del vento che fischiando lo scuote
Insensibile al freddo, problemi e malori
Non si cura per niente degli umani dolori.

Allora camminando acceleri l’andare
Al sicuro rifugio del tetto familiare.
La porta è vicina stai già per entrare
Assapori e pregusti il caldo desinare.

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