1° MAGGIO 2016
01/01/2016 – Cagliari, consegnate le stelle al merito del Lavoro

Oggi 25 Aprile 2013, a 68 anni dalla liberazione dal giogo della tirannia e della prepotenza nonché i soprusi del nazismo e del fascismo per molti dei i nostri giovani non è compreso appieno il suo significato .
Il carico di ricordi dei i sopravvissuti, di quei giovani che allora come loro speravano in un futuro migliore. Eppure anche nel buio degli anni della storia d’Italia che precedettero il 25 Aprile 1945, dove erano bandite la solidarietà e la fratellanza e imperavano la prepotenza e l’intolleranza che si associarono alle barbarie più atroci . In un periodo storico dove si dimenticarono gli antichi valori fiore all’occhiello degli Italiani “ospitalità e solidarietà” che da sempre erano nostri segni distintivi di convivenza.
In quegli anni per molti, troppi anni i fratelli si accanirono e spararono sui loro fratelli, accecati da una martellante propaganda che non ammetteva titubanze o dubbi. Chi non era allineato o era diverso per razza o religione , era un nemico e come tale andava perseguitato, represso , isolato e sterminato.
Non più musica! Non più amicizie! le dolci melodie , furono soppiantate da canti marziali e marce guerriere. Anche nelle scuole a partire dalle elementari si forgiavano i futuri guerrieri.
Eppure anche tale barbarie fu abbattuta!! Non si può far dimenticare alla gente la voglia di pace! E il 25 aprile fu salutato dalle popolazioni con un unanime senso di liberazione. Sorse dalle ceneri di quelle città distrutte, di quelle popolazioni martoriate e perseguitate l’Italia Repubblicana.
E allora quale insegnamento trarre dalla storia? Esortare le giovani generazioni, e perché no, anche quella come la nostra a non allentare la vigilanza perché la prevaricazione e la prepotenza può essere sempre in agguato dietro l’angolo , l’egoismo e la rendita di posizione dei pochi attraverso la manipolazione delle menti può preparare il terreno fertile a nuovi e pericolosi salti nel buio.
Compito della nostra classe politica deve essere a mio avviso l’educare i nostri giovani nel ricordi di quelli che si immolarono perché potessero essere liberi , educando loro a sani principi di democrazia e di partecipazione. Non più prevaricazioni ma libero confronto delle idee, in libera dialettica ispirata da principi di solidarietà e di fratellanza tra i cittadini non solo dell’Italia ma tra i cittadini del mondo intero.
L’Europa ha abbattuto le sue barriere, siano i giovani della nuova Europa ad abbattere le barriere che ancora esistono nel mondo!
Ma per raggiungere tale obiettivo è necessario dare la possibilità ai nostri figli di vedere il mondo a colori e non in bianco e nero , anzi grigio come lo vedono ora. Basta con i tentativi di creare una frattura generazionale tra i nostri figli con i loro genitori facendo loro capire che sono stati i loro padri a “rubare” loro il futuro , tacendo che solo e ben identificate categorie si sono arricchite , se è vero come è vero che il 10% detiene la ricchezza e che l’altro 90% di cittadini onesti devono sobbarcarsi il peso per sostenere le esigenze economiche nazionali. E’ necessario a mio avviso riportare al suo vero significato dell’art. 53 della nostra costituzione che cita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.
Basterebbe a mio avviso questo semplice articolo previsto dai nostri padri costituenti nella nostra Costituzione per ricreare se veramente rispettato un po’ di giustizia sociale e speranza nel futuro.
Vigilanza , libertà, giustizia sociale e solidarietà siano quindi le parole d’ordine per un rinnovato 25 aprile nel ricordo di coloro che combatterono e morirono perché fossimo liberi!!
“L’ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO, LA SOVRANITÀ APPARTIENE AL POPOLO CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI LIMITI DELLA COSTITUZIONE”
Dando così priorità su tutto al lavoro, sì, quella importantissima missione dove tutti i cittadini sono chiamati a svolgere, che ognuno di noi ha diritto di avere e obbligo di svolgere nel miglior modo possibile, per la crescita della nostra Nazione., mi sorge spontanea la domanda, come si può sperare in una società più giusta, se non si garantisce il primo e più importante diritto che un cittadino possa avere ? Il lavoro!!
Voglio sperare che nel prossimo futuro l’¢impegno di tutte le forze politiche, sindacali, imprenditoriali artigianali e del mondo rurale, il primario impegno sia quello di creare disponibilità di posti di lavoro stabile e sicuro, e non quella parvenza di occupazione che è quello del lavoro precario e sottopagato, che non assicura futuro ai nostri figli e magari poi si ha anche la presunzione di chiamarli “bamboccioni” se sono costretti a vivere sino ad età non più giovane che si avvicina sempre più alla maturità sotto il tetto paterno per necessità.
Coraggio cari giovani, se continuerete a combattere cercando il giusto e legittimo inserimento in questa nostra società sono sicuro che troverete la vostra naturale e meritata collocazione per il bene vostro e della nostra cara Italia. Il futuro non può che essere vostro!!!
Celebriamo oggi con vivo sentimento di partecipazione e di gratitudine verso tutti coloro che in questo secolo e mezzo ed anche prima si batterono e si sacrificarono affinché noi posteri potessimo festeggiare oggi 17.3.2011 il 150° anniversario dell’unità della nostra amata patria.
Uniamoci tutti con intimo convincimento nei nostri cuori e nelle nostre menti che solo con una vera e convinta unità i nostri figli potranno avere un futuro.
Vorrei esortare i giovani a fare “coorte†attorno alla nostra bandiera simbolo di unità e di Patria di ogni vero cittadino della Repubblica Italiana, siete voi che dovete costruire giorno per giorno con il vostro agire il vostro futuro partecipando sempre più attivamente alla crescita della nostra Nazione creando una società meno egoista e individualista di quella che attualmente stiamo vivendo. Non vi prenda mai lo scoraggiamento anche nei momenti di difficoltà e di sconforto, così come non persero la volontà di combattere e vincere i nostri padri, valga un esempio per tutti l’eroica impresa dei mille garibaldini che non si spaventarono di affrontare un esercito nemico più numeroso di decine e decine di volte e meglio organizzato e equipaggiato. La ferma e decisa volontà di riuscire abbatte ogni ostacolo. Sia monito e esempio per affrontare le vostre future lotte che la vita vi riserverà . Uniti si vince , senza unità e concordia non vi è futuro. Viva L’unità d’Italia
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