PRIMO MAGGIO 2010
La costituzione della REPUBBLICA ITALIANA sancisce: «la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società».
Nobili parole e splendido principio, ma la realtà qual è oggi? Che la sicurezza di un posto di lavoro è sempre più una enorme fortuna quasi come vincere un terno al lotto!
I nostri giovani nonostante abbiano compiuto il loro dovere studiando e conseguendo una specializzazione, un diploma o una laurea vedono come una chimera, un sogno irraggiungibile , il riuscire a trovare un posto di lavoro che permetta loro di potersi costruire una famiglia, affrancandosi una volta per tutte dalla mortificazione del dover essere, loro malgrado dipendenti della loro famiglia di origine, magari essendo poi chiamati “bamboccioni”.
Per questo loro stato che vivono e subiscono con grande amarezza e senso di impotenza, occorre a mio avviso porre subito in cantiere provvedimenti urgenti, che permetta loro di soddisfare il loro legittimo interesse di partecipare al progresso della nostra patria dando il loro contributo fattivo e costruttivo al progresso della nostra società .
Non sia permesso che le forze migliori , i cervelli più brillanti debbano essere costretti a rivolgersi all’estero per essere finalmente valorizzate le loro capacità e il loro ingegno.
È proprio questo patrimonio, che sino ad ora ha consentito alla nostra nazione di avere un valore aggiunto nel processo produttivo e nella competitività mondiale, che va salvaguardato.
Nella giornata odierna che celebriamo i nostri migliori concittadini che per laboriosità , attaccamento al lavoro, e capacità innovativa nel loro quotidiano lavoro, decorandoli con la “STELLA AL MERITO DEL LAVORO” e con il titolo di “MAESTRO DEL LAVORO” indicandoli all’intera nazione quali esempio da imitare, sento il dovere di rivolgere un invito a tutte quelle forze politiche, sindacali, imprenditoriali, amministratori locali, affinché si adoperino a mettere tra i loro obiettivi primari, anzi che sia proprio il primo in elenco, quello di formare delle nuove generazione capaci e ben inserite nel mondo del lavoro, salvaguardando altresì il lavoro di quella moltitudine di genitori che sono costretti a vivere anche essi una situazione di insicurezza e di precarietà.
Sarà forse questo l’impegno che finalmente darà possibilità di sperare ancora in un futuro migliore, ai nostri giovani; e a noi stessi di vivere più serenamente gli anni che ancora ci rimangono da vivere sicuri che i nostri figli potranno finalmente avere un orizzonte più sereno di quello bigio, anzi nero, che attualmente hanno.
M.D.L. ELIO CONTINI
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