LAVORO: LETTERA A “L’UNIONE SARDA”
Mi è gradito porre alla vostra attenzione la mia lettera, pubblicata sull’UNIONE SARDA del 23.11.2007, che qui di seguito riporto integralmente:
Lettera di un maestro del lavoro a un “bamboccione forzato”
CARO DISOCCUPATO, NON MOLLARE
LOTTANDO RIUSCIRAI A FARTI STRADACaro giovane disoccupato, permettimi di esprimerti la più sincera solidarietà . Qualunque titolo di studio tu abbia, ovunque tu viva in Italia, la musica non cambia: i tuoi meriti e la tua voglia di migliorare non servono. Ti chiamano bamboccione, scansafatiche, mangia pane a tradimento. Vivi a carico dei genitori, ma nessuno ha mai preso in esame il tuo disagio nel sentirti sempre più inutile in una società che non ti considera perché¨ non puoi spendere. Che non considera il tuo desiderio di essere indipendente e formarti una famiglia. Eppure tu non hai niente da rimproverarti. Hai studiato, hai meritato il massimo dei voti o hai appreso un professione con capacità e sacrifici. Ma ora constati con rabbia che il futuro pare vincolato alla aleatoria fortuna della conoscenza giusta o dell’apparire. Caro giovane disoccupato, in questa società tutto è effimero. Ma permettimi a 62 anni di incitarti ai valori nei quali ho sempre creduto e ho allevato i miei figli. Ho avuto la soddisfazione di essere decorato con la stella al merito del lavoro e nominato maestro del lavoro della nostra Repubblica. Ora ti esorto andare avanti e a non demoralizzarti con una buona dose di fiducia in te stesso e di caparbietà prima o poi riuscirai a far riconoscere i tuoi meriti. Ricordati però di lottare perché¨ i tuoi diritti vengano riconosciuti magari aggregandoti con i tuoi coetanei e non delegando il tuo futuro a incantatori che suonano il loro flauto magico promettendoti improbabili paradisi o facili successi. Come canta Eros Ramazzotti: “nessuno mai ti da di più”. Lotta ogni giorno per l’affermazione dei tuoi diritti, per un mondo più giusto e solidale. Non sei solo né invisibile: molti tuoi coetanei ti saranno vicini in questa santa lotta per l’affermazione della tua dignità. E poi, quale genitore non sarebbe dalla parte dei propri figli? Coraggio, il futuro sarà tuo.
Elio Contini – Quartu Sant’Elena
Farsi strada nella vita con le proprie capacità non è mai stato facile:Forse la differenza è che per secoli ha regnato la retorica (consolatoria) della fatica; invece oggi i ragazzi crescono bombardati da immagini stereotipe del successo raggiunto, mentre si tace sui sacrifici che questo comporta. Lei parla con la saggezza dell’esperienza e l’affetto del padre. Molti si uniranno volentieri alle sue esortazioni e ai suoi auguri. Forza ragazzi!! DANIELA PINNA

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