{"id":16,"date":"2009-12-07T00:06:26","date_gmt":"2009-12-07T00:06:26","guid":{"rendered":"http:\/\/eliocontini.it\/news\/?p=16"},"modified":"2016-05-14T00:17:09","modified_gmt":"2016-05-14T00:17:09","slug":"lettera-aperta-al-prof-pier-luigi-celli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/eliocontini.it\/news\/lettere\/lettera-aperta-al-prof-pier-luigi-celli\/","title":{"rendered":"LETTERA APERTA AL PROF. PIER LUIGI CELLI"},"content":{"rendered":"<p>Egregio prof. Celli, ho letto con attenzione <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/11\/sezioni\/scuola_e_universita\/servizi\/celli-lettera\/celli-lettera\/celli-lettera.html\" target=\"_blank\">la sua lettera<\/a> , ho meditato a lungo, e in quella sua accorata invocazione a suo figlio ho trovato molto del travaglio che da tempo agita il mio animo.<\/p>\n<p>Si ora che anche la mia esistenza ha virato alla prima Boa della mia vita e mi accingo a compiere l&#8217;ultimo rettilineo, tracciando un bilancio di quanto ho potuto contribuire, partecipando con il mio pensiero e il mio agire alla costruzione del futuro per i nostri giovani, sento tutta l&#8217;amarezza che sente Lei per l&#8217;incerto futuro dei nostri figli.<\/p>\n<p>Gi\u00e0! Nel voltarmi indietro e ricordando le speranze che abbiamo cullato e le lotte democratiche e non violente combattute per poter costruire un mondo pi\u00f9 giusto e equo, dove il merito fosse il parametro principale per la valorizzazione delle capacit\u00e0 per l&#8217;inserimento nel mondo del lavoro. Qualcuno dir\u00e0, e non a torto, erano altri tempi!? Volevamo cambiare il mondo e oggi ci troviamo ad essere una classe di perdenti, si perdenti ! perch\u00e9 non siamo riusciti a cambiare il tessuto sociale nel quale ci siamo adagiati trasportati dal nostro aver raggiunto una posizione che ci permetteva una sicurezza seppur senza agiatezze, ma pur sempre sicurezza. Si quella sicurezza che i nostri giovani sognano come una oasi nel deserto. Nel tempo sono state inventate tutte le formule possibili per creare precariet\u00e0 e insicurezza con la falsa convinzione che tanto ci saremmo stati noi a tutelare i bisogni dei nostri figli. E loro, nella maggior parte, salvo alcune eccezioni illuminate ,si sono adagiati in questo effimero e troppo facile ricevere soddisfacimento dei loro bisogni . Questa situazione ha fatto mancare nei giovani la sana voglia di combattere per il raggiungimento dei loro obiettivi.<\/p>\n<p>Ebbene il mio modo di vedere \u00e8 questo: &#8220;<strong>cari giovani, non delegate a nessuno il vostro futuro, organizzatevi, combattete per una societ\u00e0 diversa sapendo che tanto nessuno vi dar\u00e0 niente di pi\u00f9 di quello che vi conquistate<\/strong>&#8221; , sta anche a voi non cercare scorciatoie politiche o nepotistiche perch\u00e9 non sarebbe onesto e quella meta raggiunta seppur comoda vi rimarr\u00e0 nel fondo della vostra coscienza ingiusta e poco gratificante.<\/p>\n<p>S\u00ec, non condivido il suo appello a suo figlio esortandolo ad andare all&#8217;Estero a trovare una terra pi\u00f9 giusta e imparziale. A mio avviso pi\u00f9 giusto sarebbe esortarlo a combattere unitamente agli altri giovani per la costruzione di una societ\u00e0 diversa da quella che egoistica e individualista che attualmente viviamo! Sarebbe una soluzione fin troppo facile dato il suo censo, e gli altri???. Quelli che non avrebbero neanche la possibilit\u00e0 di espatriare perch\u00e9 non saprebbero dove andare perch\u00e9 privi di mezzi di sostentamento in attesa di trovare un lavoro che diventa sempre pi\u00f9 difficile trovare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.eliocontini.it\/images\/mdl_mar2010.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/www.eliocontini.it\/images\/mdl_mar2010.jpg\" width=\"500\" height=\"363\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Articolo pubblicato sulla rivista &#8220;Il Magistero del Lavoro&#8221; n. 1, marzo 2010<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Egregio prof. Celli, ho letto con attenzione la sua lettera , ho meditato a lungo, e in quella sua accorata invocazione a suo figlio ho trovato molto del travaglio che da tempo agita il mio animo. 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